sabato 31 marzo 2012

Morbido al prosciutto e Ananas

Tanto per essere in tema di Scherzi è una settimana che mia Figlia Federica mi chiede un dolce, lei va matta per il MontBlanc e allora con la scusa del Pesce di Aprile gli ho detto che le avrei preparato il suo dolce preferito però questa volta volevo stupirla con qualcosa di diverso, complice il contest del Il Molino Chiavazza allora ho pensato bene di preparare un dolce in apparenza mentre nella realtà si tratta di un antipasto che ho elaborato dopo avermi per giorni tormentato su cosa e come avrei potuto raffigurare un antipasto camuffato da dolce per far sì che lo scherzo funzionasse.
A questo punto per rendere a mia figlia la cosa interessante, gli ho raffigurato una coppia di Balene in viaggio, si ho dovuto tirare fuori la fantasia giustificando che le due Balene raffigurano lei e il suo attuale partner e che come loro così giovani e così spensierati,  viaggiano in modo amorevole e con spensieratezza verso l’infinito orizzonte della Vita.


Lo scherzo è riuscito perfettamente , mia figlia Federica era convintissima del dolce e invece sorpresa si trattava di un'antipasto.
comunque gli è piaciuto tantissimo sia il piatto che l'idea.






Ingredienti per lo sformato al prosciutto : 120 g di Formaggio Asiago fresco a dadini, 150 g di prosciutto cotto a dadini, 80 g di parmigiano grattugiato, sale e pepe, 1 tuorlo d'uovo, 1 dl di panna.




                                     
                                      Tagliate il formaggio e il prosciutto cotto a dadini


                          Mescolare il formaggio con il prosciutto e il grana e tritare al mixer.
                                   Salare e pepare e unire anche l'uovo e la panna.


                                           Versare il composto in stampini di silicone
cuocere in forno a circa 180° per 10 minuti.
Lasciare intiepidire e staccare dagli stampini.






Ingredienti per la base della delizia 
4 Fette di Ananas, 4 cucchiaio di aceto balsamico, 70 gr di zucchero, 40 gr di burro, sale e pepe q.b.
mezzo bicchiere d'acqua.
Ingredienti Salsa Besciamella: 40 gr. di burro, 40 gr di Farina 0 Il Mulino Chiavazza, 400 gr di latte. sale, pepe e noce moscata q.b.
Decoro: una fetta di Limone, colorante alimentare e salsa besciamella, riduzione di glassa


Per la besciamella fate sciogliere il burro  aggiungete la farina e mescolate fino a quando iniziate a sentire che la farina rilasci il classico odore di biscottato aggiungete il latte e aggiustate di sale, pepe e noce moscata.


Per caramellare l' Ananas sciogliete il burro e fate rosolare per alcuni minuti l'ananas spolverandola con lo zucchero il sale e il pepe, aggiungete un pò d'acqua per caramellare lo zucchero poi aggiungete l'aceto balsamico a fiamma alta per alcuni minuti per fare evaporare.


Ponete al centro del piatto la fetta d'ananas e poggiatevi sopra il morbido creando l'isolotto, riponete le balene sotto l'isolotto, in alto a sinistra ponete la formina a forma di faro, poi in alto a destra con una fetta di limone create il sole, io per gli occhi e la bocca del sole ho usato delle uova di lompo, poi con la saccapoche ripiena di besciamella ricoprite l'isola creando il Montblanc come da figura e aggiungete un goccio di salsa gastronomica all'aceto balsamico.
Sempre con la besciamella create a piacere delle nuvole, e con un colorante per alimenti le onde marine e gli sbuffi delle balene.






Contest Pesce Di Aprile



Primo Contest a cui partecipo con questa ricetta e mia prima   Vittoria












lunedì 26 marzo 2012

Casarecce al Pesto alla Siciliana


26 Febbraio una domenica  speciale caratterizzata da un’ evento che ricorre una volta l’anno " il Compleanno " che ci ricorda che diventiamo sempre più maturi e non aggiungo altro.
Mi sono chiesto come posso rendere memorabile e succulenta questa bellissima ricorrenza?
E allora, pensa e ripensa ed ecco che facilitato anche dalle origini della mia compagna mi sono detto bene le preparo un menù che le ricordi le origini e le città in cui è vissuta, si perché lei è meridionale ma è vissuta tra il Nord e Sud dalla Sicilia al Piemonte per poi Passare per la Campania e ritornare al nord ma questa volta nel Veneto, quindi diciamo che sono stato facilitato sotto l’aspetto dell’idea ma  per le portate devo dire che la scelta è stata alquanto difficile, trovare tra le tante ricette della nostra cucina non è stata un’ impresa facile però!
Poi con un poco di fantasia mi sono già immaginato il menù da proporre:
passando al primo con le Casarecce al pesto alla siciliana che le ricordassero la sua terra natale, per il secondo con un Filetto di Fassona alla Torinese che le ricordasse la sua infanzia passata in Piemonte e precisamente a Torino e accompagnando con contorni che ripercorressero tutte le regioni con Involtini di Melanzane ripiene di Mozzarella e Speck, Radicchio di Treviso brasato, e Cipollotti in agrodolce.
E infine una Montblanc come dolce che le ricordasse Il Vesuvio e l’Etna
Il tutto accompagnato  con Prosecco, Cabernet e Limoncello di mia produzione.
Cosa dire, è stato un successo




Ingredienti
Aglio 1-2 spicchi, Basilico 1 mazzetto grande, Olio di oliva extravergine 1/2 bicchiere, Parmigiano Reggiano grattugiato 100 gr, Pasta casarecce 400 gr,Pepe macinato q.b., Pinoli 50 gr, Pomodori ramati maturi e sodi 500 gr, Ricotta di mucca 150 gr
Sale q.b


Per le Casarecce Ingredienti
200 g ca di acqua calda (40 -50°C)
6 g di sale fino




Per la pasta ho impiegato la farina di Semola di Grano Duro Rimacinata del il Molino Chiavazza, eccezionale per questo tipo di impasto.
Io ho usato la macchina per la pasta per l'impasto, non c'è nessuna differenza se la impastate a mano con le indicazioni sottoriportate;
1. Disporre a fontana su una spianatoia.
2. Aggiungere il sale e l’acqua calda ed iniziare ad incorporare la farina con l’aiuto di una forchetta o con le dita.
3. Quando l’acqua si sarà, in parte,  unita alla farina, e non vi sarà più pericolo che fuoriesca dalla fontana, iniziare ad incorporare bene la farina dall’esterno verso l’interno aiutandosi con un tarocco.Iniziare ad impastare il composto con il palmo delle mani, allungando e ripiegando l’impasto su se stesso, in modo che la superficie esterna vada verso l’interno; infarinando di tanto in tanto la spianatoia.
5. Lavorare a lungo per circa 10’, girando di tanto in tanto l’impasto con un movimento rotatorio. Se l’impasto risultasse troppo duro occorre bagnarsi le mani e continuare a lavorare; se fosse troppo morbido aggiungere poca farina a pioggia e lavorare su punti diversi della spianatoia per far assorbire l’umidità in eccesso.
6. Aiutandosi con un tarocco di plastica, raccogliere la farina che si disperde sulla spianatoia ed incorporarla al composto.






Quando l’impasto non si attaccherà più alle dita e risulta liscio, omogeneo e di consistenza media, dare una forma sferica, coprire con carta pellicola  e farlo riposare per almeno 30’ in un luogo fresco , affinchè perda l’elasticità della lavorazione, e quindi può essere stesa facilmente.
8. Utilizzare l'impasto per preparare i vari formati di pasta.






1. Formare dei piccoli cordoncini dal diametro di circa ½ cm
2. Tagliare il cordoncino a pezzi della lunghezza desiderata (da 3-4 cm fino ad arrivare a 10-15cm).
3. Avvolgere la pasta attorno ad un ferro da calza, e schiacciarli con le mani per dargli la forma caratteristica. Sfilarli dal ferro chiudendo le casarecce nel pugno della mano, esercitando una leggera pressione.












Per preparare il pesto alla siciliana iniziate pulendo e lavando i pomodori, tagliateli quindi in due e dopo aver tolto la parte bianca interna vicino al picciolo, eliminate i semini e il liquido in eccesso con un cucchiaino; metteteli quindi in un recipiente o direttamente nel frullatore aggiungete la ricotta e il parmigiano grattugiato.

Incorporate poi il basilico lavato e asciugato, i pinoli, lo spicchio d'aglio e l’olio. Se volete mantenere un po’ di consistenza del pesto alla siciliana, potete usare il mixer ad immersione: il lavoro sarà un po’più lungo ma avrete un effetto meno cremoso, con pezzetti più visibili. In alternativa potete frullare il tutto in un mixer a bassa velocità, per controllare il grado di cremosità desiderata.
Aggiustate il pesto alla siciliana con sale e pepe, poi mischiate il condimento ottenuto con le casarecce che nel frattempo avrete lessato in acqua salata e scolato molto bene al dente; servite le casarecce con pesto alla siciliana immediatamente, guarnendo il piatto con qualche foglia di basilico e qualche pinolo intero




                                                 BUON APPETITO

venerdì 23 marzo 2012

Voul-Au-Vent di Semolino Gratinati,Asparagi e Fonduta di Parmigiano e noce Moscata, Involtino di Spinaci allo Zenzero.

Domenica  10 Marzo,
dopo un fine settimana strepitoso d’incontri food e cene del gruppo del Corso Menù Stellato di Peccati di Gola le sorprese non sono finite, proprio così sono circa due anni che vedo il mio carissimo Fratello  Salvatore penultimo dei complessivi miei nove fratelli, Salvatore motivato dalle ricette del mio blog ha pensato bene di partire dal Piemonte e con la sua bella famigliola mi ha raggiunto nel Veneto.
Diciamo che si è mosso con l'acquolina in bocca, la tentazione per lui era troppa forte ed eccolo in autostrada per raggiungermi,  e allora non mi restava che soddisfare il suo palato. A questo punto
  fresco della serata del menù stellato, ho deciso di proporre alcuni piatti di rinomati Chef  a
partire dall'antipasto e allora ho iniziato con un succulento antipasto Stellato del grande Chef Luca Montersino.

Un Antipasto  Speciale per un' ospite speciale.





Per i Voule- au- Vant: 1 lt di latte fresco, 200 g di semolino , 100 g di parmigiano, 20 g di burro, 2 tuorli di uovo, sale, pepe, noce moscata.

Per gli Asparagi: 300 g di Asparagi, 30 g di burro, sale e pepe

Per la Fonduta: 100 g di parmigiano, 400 g di latte intero fresco, 20 g di burro, 1 noce moscata

Per l’involtino: 200 g di bacon, 400 g di spinaci in foglie, 10 g di zenzero, 10 g di aglio, sale e pepe, 50 g di burro


Preparazione:
·         Bollire il latte e versare a pioggia il semolino. Cuocere per 5 minuti, quindi mantecare con il resto degli ingredienti.
·         Stendere il composto in una teglia unta, quindi raffreddare.
·         Coppare poi degli anelli e fare dei vuol au vent. ( io mi sono divertito con varie forme)  Ungere di burro, spolverare di parmigiano e gratinare in forno.






·         Cuocere gli asparagi e passarli al burro.


·         Saltare gli spinaci con zenzero e aglio schiacciati e rosolati nel burro avvolgere nelle fettine di bacon in modo da formare involtini. Cuocerli alla piastra.









·         Fare la fonduta: colarla al centro degli anelli di semolino, affiancare degli asparagi tagliati per lungo e l’involtino di spinaci.



BUON APPETITO


Consiglio: Potete Guarnire con un uovo di quaglia fritto.


domenica 18 marzo 2012

Pane Cafone

Carissimi lettori,
non poteva mancare nel mio Blog l’alimento principale che da sempre ha sfamato sotto varie forme e ingredienti intere popolazioni “ Il Pane”.
In tutta la penisola ogni Regione è caratterizzata dalla propria Tradizione in panificazione.
Da buon Napoletano sono cresciuto con il nostro tipico “ Pane Cafone”  il perché di questo termine usato per indicare il buon pane, nella lingua napoletana con il termine cafone s’intende il villano, lo zotico, il contadino o zappatore.
 Alla fine dell’800 e principi del ‘900 erano definiti, comunemente cafoni non solo gli zappatori, i villani e consimili, ma estensivamente un po’ tutti gli abitanti o i nativi dei paesini dell’entroterra campano.

 La Napoli del periodo indicato vedeva arrivare dai paesi di tutta la Campania questi contadini che si spingevano alle porte di Napoli per la vendita dei prodotti ricavati dalle loro terre tra cui il Pane.
Da una ricerca personale, ho trovato diverse opinioni sul tema vero e proprio della locuzione “Cafone” ma tutte con un unico fattore in comune la provenienza di gente semplice di una volta che niente avrebbero in comune con la vita moderna.






P
Ingredienti per una pagnotta da circa 1,1 kg.:
180 g di farina   Manitoba del il Molino Chiavazza
420 g di  Farina "0" del il Molino Chiavazza
420 g di Acqua
200 g di Pasta Madre rinfrescata
7 g di Malto d'orzo
14 g di sale

                   



Mettere la pasta madre in una terrina capiente, aggiungere l’acqua tiepida e con l’aiuto di una forchetta sciogliere bene il lievito rendendo tutto liquido,


 successivamente aggiungete il malto, la farina e il sale e mescolare bene potete adoperare la planetaria o se volete sporcarvi le mani procedete impastando il tutto su una spianatoia per massimo 15 minuti.
Formare una palla e lasciare riposare per 2 ore    ( riponete l’impasto in una capiente ciotola e coprite con pellicola, riponete in forno spento per proteggere l’impasto da correnti d’aria).
Successivamente sgonfiate l’impasto formando sulla spianatoia un rettangolo e praticando delle pieghe nel seguente modo:
Con questa operazione si rafforza il glutine nell’impasto, si libera l’aria accumulata nella prima lievitazione per dare spazio a quella successiva.

Prendere l’impasto e dargli la forma di pagnotta arrotondamento con le mani, coprire e lasciare riposare per mezzora, procedere un’altra volta con l’arrotondamento e mettere la pagnotta a lievitare in un cestino di vimini tondo rivestito da un canovaccio infarinato con la chiusura rivolta verso l’alto. Coprire con pellicola trasparente e lasciare lievitare per 2-3- ore e comunque fino al raddoppio.

Trascorso il tempo di lievitazione, capovolgere la pagnotta su una teglia rivestita di carta da forno, o su una pala infarinata se si usa la pietra refrattaria, create un taglio a croce in superfice e infornare. Cuocere con il vapore in forno in forno statico  e preriscaldato a 240° C per i primi 10 minuti, poi abbassare il forno a 200°C e continuare la cottura per altri 30 minuti. Spegnere e lasciare in forno per altri 10 minuti con lo sportello semiaperto.
Sfornare e lasciare raffreddare su una griglia.

Incredibile quanto si identico nel colore e nel sapore al pane Cafone Napoletano.

Ringrazio la mia amica  Spery per La Pasta Madre e  Il Molino Chiavazza per le Farine.

sabato 17 marzo 2012

Unità D'Italia

17 Marzo 2012 riccore l'anniversario dell'Unità d’Italia.

A conclusione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, non poteva mancare nel mio Blog il piatto dei piatti che ci ha da sempre  rappresentato e ci rappresenta ancora nel Mondo, “ Gli Spaghetti al Pomodoro e Basilico”  mitica è quella famosa scena di Alberto Sordi in 'Un americano a Roma: 'Maccarone, m'hai provocato e io te distruggo'. Una battuta capace diLocandina del film Un americano a Roma fulminare Woody Allen.

Bene non potevo rendere meglio il concetto di Italianità ai nostri connazionali in giro per il mondo dedicandogli questo mio piatto.
Il Piatto si presenta semplice, ma nella realizzazione non è proprio così, si perché gli ingredienti che fanno parte della ricetta anche se semplice devono legarsi tra di loro mantenendo in risalto la freschezza dei pomodori e del basilico impiegato.
L’ingrediente che la fa da padrone in questo piatto, vivace nel colore e dal sapore eccezionale racchiuso in una polpa che solo chi  ama la terra riesce a coltivare cotanta bellezza è proprio il pomodoro e chi meglio, poteva rappresentarci nel Mondo con questo eccezionale prodotto se non la famiglia Mutti, produttore Leader del famosissimo nettare rosso che colora da sempre i nostri piatti. L'azienda Mutti è presente sul mercato da oltre 100 anni, con esperienze agricole che risalgono a prima  dell’Unità d’Italia, infatti già nel 1850 l’imprenditore agricoltore Giovanni Mutti intuisce con largo anticipo  le nuove tecniche da impiegare nell’agricoltura che permetteranno di generazione in generazione la produzione di prodotti di alta qualità ed apprezzati in tutto il mondo.


Per questa ricette ho impiegato i buonissimi Pomodorini Di Collina Mutti che racchiudono tutto il sapore dei pomodorini coltivati dove il sole delle zone mediterranee  del Sud Italia li matura rendendoli unici.




Ingredienti per 4 persone
500 g di Spaghetti del Pastificio VERRIGNI
100 g di ricotta stagionata di Bufala affumicata
1 confezione di Pomodorini di collina Mutti
basilico q.b.
1 spicchio d’aglio
olio extravergine d’oliva






  • Far bollire in abbondante acqua salata gli spaghetti.






  •  in una padella fate inbiondire insieme ad un filo d’olio lo spicchio d’aglio.





  • Quando tutto è ben rosolato, a questo punto, aggiungete i Pomodorini di collina Mutti e lasciateli cuocere per 10 minuti coperti poi prelevate con un cucchiaio i pomodorini e metteteli da parte, continuate la cottura del sugo per altri 5 minuti a fuoco vivace senza coprire il tegame facendo asciugare un pò il sugo.
    da questo punto in poi, avete due alternative di portare il piatto in tavola:

    1. Appena gli Spaghetti sono cotti, scolarli leggermente e fateli saltare in un Wok in modo tale da insaporire la pasta.
    2. Io li preferisco così come la foto, ho trovato il Ciliegino succosissimo e pertanto basta procedere come segue e il risultato è davvero strabiliante.
    in entrambi i casi procedete come segue:



  • In un piatto, adagiate gli spaghetti, aggiungete  i Pomodorini di collina , qualche fogliolina di basilico qualche goccia di olio d'oliva e la ricotta affumicata tagliata a scaglie.












  • BUON APPETITO E BUON COMPLEANNO ITALIA





    venerdì 16 marzo 2012

    "Omelet in the bacon"

    Theomelet in the bacon” are delicious single portions, baked in muffin pans and characterized by a crispy wrap bacon or vegetables that takes the shape of a basket.They can be served as appetizers, or, considering that the preparation is simple and quick, you can replace them with the classic happy hour’s omelet or brunch.


    Ingredients for 12Omelet in the Bacon”s:
    • 1 sprig of basil
    • 24 slices of smoked bacon
    • 200 ml fresh cream
    • 3 tablespoons of Parmesan cheese,
    • Salt to taste
    • 5 Eggs.



    To prepare the “Omelet in the Bacon” preheat the oven to 180 degrees Celsius. In a bowl whisk the eggs with the cream, cheese, salt, pepper and at the end add basil to give some flavor to the mixture. Take a  muffin baking molds and line each mold with two slices of bacon, overlapping them crosswise, covering the whole surface. It is not necessary to grease the molds because the bacon itself, thanks to its fat, will prevent the mixture from sticking to the pan, creating a delicious crispy crust that will form the basket. Pour the egg mixture into each mold, filling it up to just below the rim (with the dosage regimen can fill 12 muffin molds). Bake for 12 to 15 minutes until surface of the omelet is golden brown. Once it is ready, serve hot.


      




    If you like you can add to the omelet a tiny diced vegetables (zucchini, eggplant, mushrooms, artichokes).

    For vegetarians, you can replace the bacon with slices of grilled zucchini, but keep in mind to line the molds with paper baking so that the vegetables do not stick to the bottom during cooking. 



    source of the recipe: Giallo Zafferano

    About Me

    Hello everyone, my name is Guerino and I’m an insurance agent. I love my job but the passion that has always been following me, is ... guess what? '"The Kitchen". I dedicate this blog to my family, especially my parents and my in-laws. My special thanks though, go to my dear beloved grandma Cristina Baluardo, from my childhood.  Also, and no less important, to all the people who shared with me and my family carefree moments of  conviviality, referring in particular to all my friends. Especially the ones from my childhood, that I have raised with my lovely meals, and every time they thanked me for it with a “You are the best!”.
    My love for cooking has deep roots and take me back to sweet memories that have faded away. As a child I enthusiastically admired my grandma Christina as she immersed herself in the kitchen, deeply rooted in an old culinary tradition typically Neapolitan, she would hearten our Sundays and beyond. Like in every Neapolitan family there was always a large number of people at our table. My family included my grandma, my parents, and ten children…..and to follow all my uncles on my mother’s side with their wives and children.
    At our dinner, looking back to my childhood’s memories, the minimum number of guests was never under fifteen people and it was impressive what grandmother Christine was able to bring to the table, delighting our palates. Obviously I was her favorite grandchild and I’m glad of it, and as her favorite grandchild I was the one to get the "Bite of the Priest" an Italian saying that means I would always get more food in my dish than everyone else…. I would say that the priest didn’t get any food cause I was such a hungry child that I would have left nothing for the poor priest ...
    Our lunches and dinners retraced what was involved in our local food tradition, whatever it was, Christmas or some other holidays, the food on our table was just as plentiful. And it was at the table that through the stories of the adults everything would became magic. Now that magic has been lost, adults no longer have time for stories and often the table is just an object to be displayed,  and the only place where a family should reunite together is now wasted.
    I can say with certainty that my humble beginnings are alive in my memory and so my desire to carry on that tradition, perhaps a bit 'because as any individual who finds himself far away from his loved ones and his land  I’m probably looking for a link between past and present, between old and new friends, but especially for the transmission of values ​​that should be in everyone.
    A well-known poet wrote:  “Children are not ours but of the world" and I can tell you with certainty that the world will be improved only through the values ​​passed to our children.
    A special thanks to my children, Francesca and her husband Jeremy, and to Federica and her Henry.  And to my partner in life, Luisa, who stands by me when I turn the kitchen upside down, but in the end, every mess is worth the taste of my food.
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    Thanks to the staff of "Peccati di Gola (Sins of the Throat…you would say “Gluttony)" the cooking school that I attended since October 2010.
    With the Chef Sebastian Molani and Cristina I immediately found the will to implement their recommendations and their recipes will be published on this blog.
    For more info on the school visit:
    http://www.peccatidigola.info/  if you love food like me, you will certainly find their classes interesting.
    Enjoy your meals.
    Guerino Auriemma

    martedì 13 marzo 2012

    INDOVINA CHI VIENE A CENA

    Venerdì 09 febbraio 2012

    Ormai sono  trascorsi 5 Mesi esatti da quando  ho iniziato questa bellissima avventura presso la Scuola di Cucina Peccati di Gola.
    In ogni sessione di corsi cui ho partecipato, ho conosciuto tantissime persone fantastiche e devo dire che l’ambiente è molto professionale, è incredibile come persone di estrazione sociale, età e nazionalità diversa siano unite da un unico denominatore comune la passione per la Cucina e non solo, per chi è di bocca buona anche del Dio Bacco.
    Questa fine settimana è stato intenso a partire da Venerdì con l’ultima lezione dei Falsi d’Autore la “Cucina Stellata”, attenzione non parliamo di quadri ma di vere e proprie opere d’arti della Cucina realizzati da Grandi Chef dallo Spessore di  Gualtiero Marchesi e Luca Montersino.
    La serata è partita subito con una sorpresa la prima di una lunga serie, il corso è spostato presso la casa del Grande Chef Sebastiano Molani e immaginate lo stupore dei partecipanti tutti nella cucina del Mitico, quindi ambiente molto intimo e accogliente.
    Arrivo all’ora stabilità e chi ci trovo ad accogliermi la Capasanta ( Roberta Molani) seconda sorpresa, inutile dirvi l’emozione pensavo già allo stupore dei miei cari amici che sarebbero arrivati di li a poco, altro che esame mi sono detto, stiamo studiando con il migliore Maestro in cucina ma adesso siamo tutti di fronte alla Preside.
     Lei con la sua esperienza, professionalità e con i modi rassicuranti tipici dei Molani ha subito rotto gli indugi e mi ha chiesto di sfilettare un Rombo.
    Non vi aggiungo altro ( adesso vi state chiedendo e cosa sarà mai) infatti, era la prima volta che lo vedevo su un tagliere, lì davanti a me e non era già cotto, mi sono detto bene il corso base di Pesce l’hai fatto e ricordati le tecniche che Seba ti ha insegnato e vai di sfiletto, quello che mi preoccupava di più e che stavamo eseguendo una delle ricette di Luca Montersino che oltre ad essere un grande Chef è molto presente nell’ambiente della nostra Scuola quindi doppia tensione,  sotto l’occhio vigile della Capasanta  alla fine ho preparato i due filetti di Pescatrice, pensavo di avere finito quando la Capasanta dall’alto della sua autorità mi ha detto bene adesso con questi due filetti dobbiamo fare una millefoglie e quindi affettali in modo perfetto massimo  mezzo centimetro.  Ho guardato Mirco, Sonia e Guido e ho detto adesso qui ci giochiamo la serata!!!
    Invece niente paura Sonia dirigeva e Mirco ed io abbiamo affettato i due filetti mentre Guido si dedicava al cipollotto e alla zeste di limone per condire le fettine di filetto che poi la Capasanta ha fatto rosolare per qualche minuto in padella mentre il resto del gruppo tra cui Enri che ha provveduto con grande maestria alla cottura e mantecatura dei Cereali rendendo il piatto molto equilibrato,  a Elena, Marco, Anna con la Figlia, Samuele e i coniugi Aurelio e Patrizia che  con la loro esperienza hanno eseguito alla perfezione le indicazioni impartite dalla Capasanta.
    È successo di tutto quella sera si respirava un’aria magica e a un certo punto arriva lui il nostro Maestro Chef Sebastiano Molani che ci annuncia l’arrivo a cena di un’ospite a sorpresa .
    Inutile aggiungere che quando Seba ha pronunciato il nome dell’ospite tra di noi c’è stato tanto fermento,  e si non capita tutti i giorni di ritrovarsi a tavola con tre Maestri della Cucina Italiana e con un Grande Chef come Luca Montersino e per di più, servire come cena due delle sue ricette Stellate.
    A quel punto mi sono detto “ qui le stelle le vediamo noi “, ma la squadra era troppo forte e la Capasanta altro che Gordon Ramsay, ci ha guardati e ha esclamato “ fuori il prosecco dal frigo e brindiamo”  e poi via alla grande.
    E’ arrivato l’ospite e la tensione era altissima al nostro “ benvenuto Sig. Montersino”  lui ha esclamato buonasera non chiamatemi Sig. Montersino ma Luca e lì è venuta fuori l’umiltà di chi è grande, ma non lo fa pesare. 
    Abbiamo continuato a lavorare con lui che si divertiva a sbirciare di tanto in tanto in cucina, finalmente pronta la prima portata e tutti a tavola con i Vol- Au-Vent di semolino gratinati, con asparagi e fonduta di parmigiano e noce moscata, involtini di spinaci allo zenzero di Luca Montersino
    Mentre noi degustavamo questo eccezionale piatto di Luca, Enri portava a termine con maestria la Millefoglie di Pescatrice, Bacon e pomodori confit ai tre cereali mantecati alla borragine Di Luca Montersino, qui abbiamo servito un piatto di cui dovevamo preoccuparci di come avrebbe commentato lo Chef Stellato la nostra esecuzione.
    Luca ha assaggiato e ha commentato che il piatto era fatto bene però con un piccolo appunto sul gusto predominante del pecorino impiegato, poi ha chiesto chi aveva tagliato e rosolato la coda di Rospo e a quel punto tutti hanno rivolto lo sguardo verso me e  Mirco, allora io ho confermato che l'avevamo tagliata Mirco ed io e che la Capasanta l’aveva rosolata, a quel punto ha confermato che  entrambe le esecuzioni erano ben fatte.
    Abbiamo tirato un sospiro di sollievo, la serata è andata avanti con un altro piatto di Luca “Rotolo di Salmone Tartufato e Verze al Vapore con Salsa Zafferano”.
    Anche questo piatto davvero buonissimo gradito dall’ospite e da tutti noi, dopo il “Dripping di Pesce” la serata è finita con un ottimo Tiramisù preparato dalla Sig.ra Patrizia e udite udite,  ricetta di Luca Montersino e si Luca è un rinomato Chef sia in Cucina sia in  Pasticceria.
    A questo punto taglio e prima porzione all’ospite che ha commentato complimentandosi con Patrizia per l’ottimo Tiramisù e chiedendo il bis.
    Bene cosa aggiungere la serata si è terminata nel migliore dei modi per tutti noi.
    Un ringraziamento ai miei compagni di corso ai Molani sempre fantastici e professionali e a Luca che con la sua presenza, professionalità e la semplicità con cui ci ha trattato, poteva solo rafforzare in noi questa bella passione.

    domenica 4 marzo 2012

    Incontro Food

    11 ottobre 2011 inizia per me una meravigliosa avventura, dopo tanto esitare decido finalmente di partecipare a un corso base di cucina e di verificare se la mia è solo una passione o c'è dell'altro, bene dopo circa 5 mesi devo dire che la sorpresa maggiore è stata quella di avere conosciuto delle persone fantastiche che hanno arricchito tantissimo la mia persona, oltre a ritrovare nella scuola di cucina che frequento professionalità e umiltà nel trasferire ai provetti partecipanti tutta la loro conoscenza, tutto questo  ha reso possibile risvegliare in me un vecchio sogno nel cassetto che ogni tanto riaffiorava creandomi dubbi e curiosità, si certo oggi va molto di moda la cucina in tv ma credetemi non è stato sicuramente questo a darmi lo start.
    Se penso solo che nel 2005 appena arrivato in Veneto mi ero  attivato nel ricercare una scuola di cucina e fatalità avevo contattato senza seguito da parte mia l’attuale scuola  " Peccati di Gola ", forse non era ancora il momento tutto ha un disegno si proprio così, sono molto fatalista e analizzando le cose 5 anni fa non avrei conosciuto Gianni una persona  fantastica, abbiamo frequentato assieme il corso base e altre sessioni, lui un signore molto umile,amante della buona cucina e dal palato fine in fatto di vini.Gianni nel frequentare svariati corsi ha trasmesso parlando con entusiasmo la mia passione per la cucina, mostrando a tutti con il suo compagno inseparabile Ipad Table il mio Blog, tanto da incuriosire tra tanti una bravissima Blogger di nome Spery di Babà che Bontà, potete immaginarvi la mia gioia quando mentre ero al lavoro in ufficio, mi vedo recapitare un messaggio di posta elettronica con scritto:
     ciao Guerino. Ho sentito parlare di te ieri sera ad un corso sul cioccolato a Spinea e subito mi son fiondata a curiosare. A quanto pare ho fatto bene, perchè a giudicare dai tuoi manicaretti sei davvero uno chef eccezionale. A quanto pare abbiamo un po’ un destino comune: origini campane e adozione veneta. Ti seguo volentierissimo. Se ti va passa a trovarmi sul blog, ricco di ricette della tradizione meridionale!!!! Spery di "babà che bontà" (http://patespery.blogspot.com/).
    Che cosa dire la prima cosa che ho fatto, sono andato al blog di Spery e li ho capito sin da subito di avere a che fare con una che in fatto di cucina sa il fatto suo, a questo punto ho realizzato che se una blogger così esperta giudicava con positività le mie realizzazioni allora ero sulla buona strada.
    Il mio entusiasmo a tale giudizio è stato condiviso dai miei colleghi di ufficio con  altrettanto entusiasmo.
    Da quel giorno ho scoperto attraverso l’esperienza di Spery che si può osare di più e vai tra un scambio di visite tra blogger e alcune telefonate abbiamo deciso di dare un volto e una voce alle nostre mail. A questo punto da Campani dopo il tira e molla tra vengo da te o venite voi da noi Spery ha deciso il primo food incontro a casa sua ed eccoci alla serata del 3 Marzo 2012 annotate questa data che è la prima di una lunga serie, siamo arrivati a casa di Spery io e la Luisa e siamo stati accolti con amorevole calore, Spery e Maurizio sono fantastici e mentre eravamo li a stringerci la mano ecco che arriva la frugoletta di casa Lulù che farfugliava di avere appena colorato un disegno, che amore di bambina per tutta la sera ha fatto di tutto per stare al centro dell’attenzione insuperabile con quegli occhietti bellissimi e quei riccioli da furbetta, mi ha tantissimo ricordato le mie bimbe ormai donne.
    La serata è stata fantastica Spery e Maurizio sono degli ottimi padroni di casa eravamo lì a discutere e raccontarci cose, come ci conoscessimo da sempre e che per qualche ragione non ci vedevamo da anni, entrati nel salone dove Spery aveva preparato i suoi manicaretti, mi sono subito reso conto che
    aveva preparato per noi tantissime cose buone tra cui i prodotti della sua arte la Panificazione
    e qui vi invito a visitare il suo Blog dove troverete tutte le ricette e i consigli di una che prima o poi farà parlare di se dicendo la sua sul mondo del Food
    Un ringraziamento particolare a Maurizio che ha fatto di tutto per farci sentire a nostro agio, e che abbiamo scoperto è bravo con le orecchiette fatte a mano e quindi ci auguriamo di mangiarle a breve.
    Un saluto e un ringraziamento a tutti gli appassionati di cucina, vi auguro di trovare sul vostro cammino persone Speciali come la Spery, Maurizio, Gianni , i Molani e lo staff di Peccati di gola e tutti i partecipanti  dei corsi tra cui Elena, Enri, Silvia, Daniela, Anna, Paola e a tutti quelli che ho avuto il piacere di incontrare in questi mesi, siete così numerosi che per non dimenticare nessuno preferisco salutarvi con un grazie a tutti Voi.
    Un saluto particolare  a Paolo l'amico giornaliero che ha tanta passione e molte cose da raccontarci in fatto di cucina spero solo che si decida a rendere pubblica la sua passione. Tutte queste persone sono per me ingredienti speciali e insostituibili per questa ricetta chiamata Vita.
    Guerino